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Desiderio dell’adottato di conoscere la madre biologica

ricerca della madre biologica

Cosa accade se un figlio/figlia adottivo decide di cercare la madre biologica che a suo tempo aveva deciso di restare nell’anonimato?

Con decreto del 5 marzo 2015 il Tribunale di Trieste, in linea con quanto espresso in materia dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e con quanto nel 2013 aveva deciso la Corte Costituzionale, ha individuato il percorso da seguire per garantire sia l’adottato e sia la madre naturale.

Difatti, ha disposto, su istanza del figlio/figlia, di identificare la madre biologica e, all’esito, di procedere nel seguente modo:

  1. recapito alla madre biologica, in forma assolutamente riservata a mezzo dei Servizi Sociali, di una lettera di convocazione proveniente dal Tribunale;
  2. colloquio con la donna alla sola presenza del Giudice;
  3. richiesta alla madre biologica di consenso a rivelare la sua identità;
  4. in caso di consenso della madre biologica, rivelazione alla stessa dell’identità del figlio/figlia ricorrente.

Questo decreto del Tribunale di Trieste è particolarmente utile per il tentativo di mettere a fuoco ed individuare un percorso – in assenza di una previsione legislativa – che cerchi di contemperare il diritto dell’adottato/a a conoscere le proprie origini e l’interesse della madre a mantenere l’anonimato.

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