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Negoziazione Assistita

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Una nuova procedura per la soluzione delle  crisi coniugali e  genitoriali: la negoziazione assistita da avvocati

Dall’11 dicembre 2014 i coniugi hanno la possibilità di ottenere la separazione personale, la cessazione degli effetti civili del matrimonio, lo scioglimento del matrimonio nonché di modificare  le condizioni già raggiunte nei menzionati procedimenti, mediante il  procedimento di negoziazione assistita da avvocati, per effetto del D.L. 132/2014 convertito in legge con modificazioni il 10 novembre 2014 dalla Legge n. 162, Art.6.

Il diritto di famiglia è stato sempre tradizionalmente inteso di interesse pubblico, connotato da indisponibilità   fino all’entrata in vigore della medesima L. 162/2014, la quale con grande portata innovativa ha per contro valorizzato l’autonomia privata.

Con la negoziazione assistita i coniugi senza ricorrere al Tribunale,  possono definire tra loro ogni rapporto, riconquistando la loro capacità a confrontarsi per  progettare ed elaborare le decisioni comuni che attengono alla loro vita personale, sottraendo al giudice terzo di poter influire nella propria sfera privata, spesso con decisioni inopportune,  per la difficoltà ad avere contezza di tutti i fattori che hanno determinato la crisi coniugale.

Nella negoziazione familiare, l’avvocato è chiamato a negoziare tra l’autonomia dei coniugi e l’interesse della prole, è chiamato a praticare prassi giuridiche collaborative, adoperandosi a costruire ponti nelle spaccature originate dal conflitto, al fine di agevolare per risolvere consensualmente ed amichevolmente la controversia.

In questo processo di  degiurisdizionalizzazione dei procedimenti di famiglia, la classe forense  dovrà  quindi valorizzare questo nuovo strumento,  non relegandolo a quelle situazioni che possono essere definite consensuali, ma estendendo detta procedura alternativa alle situazioni conflittuali. Sempre di più il ruolo dell’avvocato perde la preminenza del contenzioso, per conquistare il ruolo di negoziatore come avviene nelle altre parti del mondo in tal modo non solo permetterà una evoluzione del proprio ruolo,  ma contribuirà  ad arginare i dolorosi conflitti familiari con beneficio del cittadino.

La procedura della negoziazione familiare si conclude con un  accordo (Art. 6) raggiunto dai coniugi assistiti da rispettivi difensori, detto accordo dovrà ottenere il nulla osta del Pubblico Ministero  dopo la verifica  della conformità  alle norme imperative e all’ordine pubblico, verrà poi trasmesso in copia autentica  all’Ufficiale dello Stato Civile.

Il Legislatore ha previsto anche la possibilità di definire la separazione personale o il divorzio con un accordo  innanzi al Sindaco quale ufficiale dello stato civile,  purchè l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale ed in presenza di situazioni che non riguardino soggetti deboli da tutelare (Art. 12).

Siamo dinanzi ad una riforma epocale, seppur la legge presenta qualche criticità come quella della conservazione delle copie originali,  incombente a carico dell’avvocatura priva di un archivio forense.

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